Devozione: Anzino, domenica la “festa della lingua” al santuario di Sant’Antonio

Foto Santuario S. Antonio da Padova - Anzino

In tutti i santuari dedicati a S. Antonio da Padova il 15 febbraio si celebra la “festa della lingua di S.
Antonio”, il cui nome ufficiale è “festa della traslazione”. È questa la seconda festa antoniana per importanza dopo la solennità del 13 Giugno e ricorda il ritrovamento della lingua incorrotta del santo oltre 750 anni fa, dopo più di trent’anni dalla morte. Un mistero ancora oggi per la scienza che la fede chiama miracolo, visto che la reliquia della lingua, strumento della predicazione del Santo, a distanza di secoli è tuttora visibile, incorrotta, nel reliquiario della cappella “del Tesoro” della Basilica di Padova, meta ogni anno di migliaia di pellegrini, sottolinea oggi una nota del santuario di Anzino, in provincia di Novara  che celebra questa ricorrenza con una messa solenne la sera di domenica 15 febbraio alle ore 18, in comunione di preghiera con tutta la chiesa e in particolare con la Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, con la quale il piccolo paese ossolano “intrattiene un forte legame spirituale e di collaborazione”. L’8 aprile 1263 l’allora Ministro generale dei frati francescani, Bonaventura da Bagnoregio, ispezionando le sacre spoglie del Santo per traslarle nella nuova cappella funeraria trovò, tra lo stupore dei padovani, la lingua intatta del Santo, Dottore della Chiesa. Mostrandola ai fedeli “stupiti e attoniti”, San Bonaventura esclamò: “O lingua benedetta, che hai sempre benedetto il Signore e lo hai fatto benedire dagli altri, ora appare a tutti quanto grande è stato il tuo valore presso Dio”. Questa festa comunica ai fedeli un messaggio “profondo: attraverso il prodigio della sua Lingua incorrotta, caso unico al mondo, il nostro amato Santo ci invita a tornare al Vangelo”.

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