San Francesco di Sales: mons. Torriani (Crotone), il “davanti” che orienta la responsabilità del comunicare

Ieri la diocesi di Crotone-Santa Severina ha ospitato la Giornata regionale dei giornalisti cattolici presso la chiesa dell’Immacolata a Crotone. Una iniziativa promossa, in occasione della memoria di san Francesco di Sales, insieme all’Unione cattolica stampa italiana di Calabria durante la quale l’arcivescovo, mons. Alberto Torriani, nell’omelia della celebrazione da lui presieduta, si è soffermato sulla responsabilità della comunicazione, soprattutto in “un tempo segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e culturali”. Il presule ha messo al centro un avverbio: “davanti”. Un avverbio che attraversa la Parola di Dio e illumina la missione del comunicatore. Mons. Torriani ha invitato a interrogarsi su quale sia, per chi comunica, il “davanti” decisivo: “può essere la ricerca dell’audience, la velocità, la pressione del contesto, l’interesse di parte. Oppure possono essere la giustizia, il rispetto dei fatti, la dignità delle persone, l’attenzione ai più fragili, la verità non manipolata. Quando la giustizia cammina davanti, essa diventa un riferimento visibile e concreto, non un principio astratto, ma un criterio che precede ogni scelta e orienta ogni parola: non usare le persone per fare notizia, ma usare la notizia per servire le persone”. Il bene può essere visto, ma non deve essere compiuto per ottenere ammirazione. La comunicazione cristiana “non è autoaffermazione, ma servizio: una luce che permette di vedere meglio la realtà”. Nel mondo della comunicazione esiste “una tensione costante: la parola pubblica può diventare uno specchio che riflette chi parla oppure una finestra che apre alla realtà. Una comunicazione ispirata dal Vangelo non trattiene lo sguardo su di sé, ma aiuta a vedere oltre. Raccontare il bene, denunciare il male, dare voce al dolore può trasformarsi in esibizione o in servizio”: la differenza sta in ciò che “sta davanti” al cuore di chi comunica. E, riprendendo il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, il presule ha richiamato la responsabilità personale nell’uso delle tecnologie e l’importanza del volto e della voce umana nel processo comunicativo. “Delegare alle macchine ciò che richiede responsabilità personale rischia di oscurare ciò che deve restare davanti: il volto di una coscienza, la voce di una responsabilità. La tecnologia è uno strumento prezioso, ma non può sostituirsi a una presenza riconoscibile”. Quando la giustizia “cammina davanti, il lavoro del comunicatore si trasforma in una forma di carità sociale: dare voce a chi non viene ascoltato, non deformare la verità, non alimentare paure e ostilità, scegliere parole che aiutano a comprendere. La comunicazione diventa allora partecipazione alla dinamica della Parola che, in Cristo, ha assunto un volto e una voce”. Per mons. Torriani “ogni comunicatore vive e opera davanti al Signore, fondamento ultimo di ogni responsabilità. Ogni storia è sacra, dietro ogni notizia c’è una vita; la sofferenza non è materiale da sfruttare, ma mistero da rispettare. Una comunicazione vissuta nella verità, nella giustizia e nella responsabilità della coscienza diventa comunicazione autenticamente umana, luminosa e responsabile, servizio alla dignità dell’uomo e gloria resa al Padre”.

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