Frana a Niscemi: mons. Russotto (Caltanissetta), “assistiamo impotenti” ad “un momento così drammatico”. L’invito alla preghiera per la popolazione colpita

“In questi giorni stiamo tutti assistendo impotenti al gravissimo disagio in cui versa la popolazione del Comune di Niscemi, a causa della frana che sta portando via un’ampia parte del territorio del paese, lasciando migliaia di persone senza la propria abitazione”. Lo ha scritto il vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto, in una lettera inviata alla comunità diocesana. “Mi sono fatto latore presso mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, della nostra vicinanza e solidarietà verso quella popolazione e quella Chiesa Piazzese”, afferma il presule, sottolineando che “tutti sappiamo gli enormi sacrifici che occorrono per realizzare il sogno di una casa propria, abitata dalla famiglia; tutti conosciamo l’importanza e il valore delle relazioni fra le persone in seno ai piccoli Comuni o nei quartieri come i nostri. Ora tutto questo è cancellato per sempre. E il danno è in continua espansione, purtroppo”. Citando il Cantico delle Creature, osserva che “approfondendo la riflessione, nel riferimento specifico al dramma di Niscemi, viene da chiedersi: quanto rispetto portiamo a ‘sora nostra matre terra’? Come possiamo abitarla se non ci rendiamo conto del rispetto che merita e ne usufruiamo a danno e discapito della gente semplice e onesta?”. “In un momento così drammatico, in cui non si può neanche fare la stima dei danni, proprio perché aumentano in continuazione, vi invito tutti, in particolar modo i sacerdoti, a celebrare delle sante messe e a pregare per gli abitanti di Niscemi, un Comune che, sebbene insistente nel territorio della diocesi di Piazza Armerina, appartiene alla Provincia di Caltanissetta e quindi molto vicino a noi”, prosegue il vescovo. “Il Signore possa dare il dono della santa consolazione, della sapienza e della saggezza a tutti, ai cittadini per primi, e poi a coloro i quali hanno la gravissima responsabilità di gestire questo momento e di organizzare il futuro di quelli che sono rimasti fuori dalla loro casa. Possano essere illuminati – conclude mons. Russotto – nella programmazione e nell’amministrazione, guardando prima di tutto all’uomo come fine, per poterlo servire in maniera esemplare, senza approfittare del dolore altrui”.

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