“Serve una soluzione globale e a lungo termine che consenta al Paese di proteggere i propri confini, ridurre al minimo la possibilità di traffici illeciti e regolamentare in modo ragionevole eventuali nuovi ingressi”. Così mons. Bernard A. Hebda, arcivescovo di St. Paul e Minneapolis, in un’intervista al Sir sulle politiche migratorie negli Stati Uniti. “È fondamentale garantire uno status legale a quanti si trovano nel Paese senza documenti ma che vivono qui da un certo numero di anni, possano dimostrare di aver messo radici, abbiano contribuito alle loro comunità e mostrino la volontà di rispettare le leggi”, aggiunge il presule, sottolineando la necessità di “percorsi che favoriscano la riunificazione familiare ed evitino le separazioni”. I vescovi delle sei diocesi del Minnesota, riuniti nella Minnesota Catholic Conference, “stanno cercando di collaborare con i rappresentanti governativi per alleviare l’attuale crisi e promuovere una riforma complessiva delle leggi sull’immigrazione”. Sul piano pastorale, mons. Hebda spiega: “Da tempo cerchiamo di far sentire i nostri immigrati a casa, servendoli nelle loro lingue e rispettando la loro pietà e le loro tradizioni”. Ai cattolici italiani chiede: “Continuate a pregare con fervore per la pace nelle nostre case, nelle nostre città e nel nostro Paese”.