Spagna: vescovi, “la regolarizzazione straordinaria dei migranti è un atto di giustizia sociale”

“Un atto di giustizia sociale e di riconoscimento a tante persone migranti che con il loro lavoro contribuiscono da tempo allo sviluppo del nostro Paese, pur essendo mantenute in situazione irregolare”. Così la Rete di enti per lo sviluppo solidale (Redes), la Conferenza spagnola dei religiosi (Confer), Caritas e il Dipartimento migrazioni della Conferenza episcopale spagnola accolgono l’annuncio di un processo di regolarizzazione straordinaria dei migranti. Le entità ecclesiali precisano che la misura riguarda una regolarizzazione straordinaria ancora in fase legislativa, promossa attraverso un’Iniziativa legislativa popolare sostenuta da oltre 600mila firme, distinta dal Regolamento sull’immigrazione in vigore da maggio 2025, che disciplina le vie ordinarie di accesso alla regolarità amministrativa. Le organizzazioni considerano la regolarizzazione straordinaria “un complemento imprescindibile al Regolamento sull’immigrazione, in quanto offre risposta a chi non può accedere alle vie ordinarie”. Il Regolamento, pur rappresentando un passo positivo, “lascia fuori numerosi collettivi vulnerabili”: persone senza possibilità di dimostrare i due anni di permanenza richiesti, lavoratori che non riescono a presentare un contratto formale, richiedenti protezione internazionale respinti, famiglie con minori in situazione irregolare. Secondo il IX Rapporto Foessa, il 68% dei migranti irregolari vive in esclusione sociale. Le entità ecclesiali ricordano il lavoro di dialogo che ha portato oltre 900 organizzazioni a sostenere l’Iniziativa legislativa popolare: “È giunta l’ora di fare un passo deciso verso una società più giusta e inclusiva, dove nessuno sia relegato all’invisibilità”.

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