“Il 27 gennaio celebriamo la Giornata della Memoria, ricordando sei milioni di ebrei uccisi dai criminali nazisti con il contributo di altri paesi, tra cui l’Italia. Invito tutte e tutti a ricordare e a rammentare, a richiamare al cuore e alla mente, l’avvertimento ancora attuale di quella tragedia. Non un atto di memoria che guarda solo, e doverosamente, al passato. Anche un atto di memoria che, con le parole di Levi, si proietta sul nostro presente sollecitando quello che ciascuna e ciascuno di noi, a sua misura, può fare per contrastare le violazioni dei diritti umani”. E’ quanto afferma in una dichiarazione diffusa oggi, In occasione dell’81° anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, e della celebrazione del Giorno della Memoria, Alba Bonetti, presidente di Amnesty International Italia. “In particolare, dall’inizio di questo secolo – prosegue la nota -, abbiamo assistito al moltiplicarsi di crisi che hanno progressivamente delegittimato il diritto internazionale, la giustizia internazionale e diffuso in modo sempre più pervasivo la logica dei doppi standard: le regole valgono oppure no a seconda di quale stato le viola o ritenga conveniente farle valere. Tutte queste violazioni dei diritti umani hanno causato e causano vittime e sofferenze inenarrabili nel mondo”. La presidente di Amnesty International Italia ricorda però anche “motivi di speranza” e storie di resistenza e lotta come quella di Raphael Lemkin (1900-1959), avvocato ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah, che dedicò il resto della sua vita a definire il concetto di genocidio e a costruire attorno ad esso il consenso della comunità internazionale: “se oggi disponiamo della Convenzione conto il genocidio, lo dobbiamo in gran parte a lui”. “Storie che risultano imprescindibili per comprendere che il futuro nasce dalla conoscenza del passato, per riconoscere le ragioni personali alla base dei comportamenti discriminatori e sottolineare l’importanza della responsabilità delle singole persone nei confronti del gruppo e della comunità. Affinché la Storia non si ripeta”.