Il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, ha rivolto un “appello interno”, come egli stesso lo ha definito, alla Chiesa venezuelana affinché tutti, senza eccezioni, “si spendano a favore dei detenuti politici e delle altre situazioni di ingiustizia”. La richiesta è stata espressa durante una messa celebrata a La Boyera, nel comune di El Hatillo, a sud-est della capitale venezuelana. Il porporato ha, inoltre, sottolineato che spesso si è ignorata la realtà delle ingiustizie e che solo quando certi fatti emergono pubblicamente ci si rende conto di quanto stava accadendo. Ha espresso profondo rammarico per la condizione dei detenuti politici, delle centinaia di persone torturate e dei milioni di venezuelani oggi in diaspora. Secondo Porras, va criticato l’atteggiamento di chi considera queste sofferenze come “qualcosa di estraneo” e non interviene, “giustificandosi con il principio della prudenza”. A questo proposito, ha ribadito con forza che la prudenza “non deve significare sottrarsi alle proprie responsabilità, né può essere una scusa per l’immobilismo o per affermare la propria impotenza di fronte ai fatti”.
Nel frattempo l’ong Foro Penal, una delle organizzazioni in prima linea nella difesa politici in Venezuela, ha riferito ieri di confermare 266 scarcerazioni nell’ambito del processo di liberazioni annunciato dal Governo (un numero di molto inferiore rispetto a quello diffuso dalle autorità, che parlano di oltre 600 persone). Si stanno verificando altre scarcerazioni avvenute nella giornata di ieri. Viene, inoltre, confermata la liberazione dell’adolescente Gabriel Rodríguez, che era stato detenuto per motivi politici e condannato per terrorismo.