Venezuela: giovani venezuelani dei Focolari, “oggi la paura vuole paralizzarci, ma la risposta non è l’odio, bensì l’unità”

“Oggi la paura vuole paralizzarci, ma la risposta non è l’odio, bensì l’unità. Chiara ci ha insegnato che, quando tutto crolla, l’unica cosa che rimane è l’Amore. Se diventiamo ‘uno’, se ci prendiamo cura gli uni degli altri e mettiamo Dio come nostra roccia, la paura perde la sua forza”. È il “Messaggio di speranza e unità” che i “Gen” (giovani che aderiscono alla spiritualità dei Focolari) venezuelani che vivono nel paese e in altre parti del mondo, hanno condiviso la sera del 5 gennaio scorso, incontrandosi via web per pregare e raccontarsi come ognuno vive questo tempo cruciale per tutto il popolo. “Nel mezzo dell’oscurità che oggi viviamo in Venezuela – scrivono i giovani –, ricordiamo che non siamo soli. Chiara Lubich scoprì, sotto il fragore delle bombe nel 1943, che c’è un Ideale che niente e nessuno può distruggere: Dio ci ama immensamente”. La parola-chiave per vivere questo momento è “amare tutti” e “forte” è “l’esigenza di affrontare insieme questo tempo”: “Non siamo soli – scrivono i giovani – perché siamo sostenuti dalla preghiera di tutti coloro che dal Venezuela e dal mondo intero chiedono la Pace’”. Il messaggio prosegue così: “Non abbiamo paura. Facciamo di questo momento un’opportunità per avere piena fiducia che Dio è Padre e non ci abbandona, anche quando il panorama è difficile”. I giovani assicurano il loro impegno affinché “il dolore del prossimo sia il nostro. Aiutiamoci, condividiamo il poco o il tanto che abbiamo e abbattiamo i muri dell’indifferenza”. I giovani si dicono quindi pronti ad “essere costruttori di pace: che la nostra arma sia la solidarietà”. Il messaggio si conclude: “Se restiamo uniti, Gesù è tra noi e dove c’è Lui, la luce finisce per vincere le tenebre. Forza e fiducia!”.

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