In Ucraina, la Santa Sede “riafferma con decisione l’urgenza di un cessate-il-fuoco immediato e di un dialogo animato dalla ricerca sincera di vie capaci di condurre alla pace”. Lo ha chiesto il Papa, che nel suo primo discorso d’anno al Corpo diplomatico ha rivolto alla comunità internazionale “un pressante appello affinché non venga meno l’impegno nel perseguire soluzioni giuste e durature a tutela dei più fragili e per ridare speranza alle popolazioni colpite, rinnovando la piena disponibilità della Santa Sede ad accompagnare ogni iniziativa che favorisca la pace e la concordia”. In Terra Santa, “dove, nonostante la tregua annunciata ad ottobre, la popolazione civile continua a patire una grave crisi umanitaria, che aggiunge ulteriore sofferenza a quelle già vissute”, la Santa Sede “guarda con particolare attenzione ad ogni iniziativa diplomatica che provveda a garantire ai palestinesi della Striscia di Gaza un futuro di pace e di giustizia durature nella propria terra, così come all’intero popolo palestinese e all’intero popolo israeliano”. In particolare, per Leone XIV, “la soluzione a due Stati permane la prospettiva istituzionale che viene incontro alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli, mentre si rileva, purtroppo, l’aumento delle violenze in Cisgiordania, perpetrate contro la popolazione civile palestinese, che ha il diritto a vivere in pace nella propria terra”.