Leone XIV: al Corpo diplomatico, “ogni migrante è una persona”, bene “gesti di clemenza” verso i detenuti, lavorare per “abolizione della pena di morte”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Ogni migrante è una persona e in quanto tale possiede dei diritti inalienabili, che vanno rispettati in ogni contesto”. A ribadirlo è il Papa, nel suo primo discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico. “Non tutti i migranti si spostano per scelta, ma molti sono costretti a fuggire a causa di violenze, persecuzioni, conflitti e persino per l’effetto dei cambiamenti climatici, come in diverse parti dell’Africa e dell’Asia”, ha precisato Leone XIV, rinnovando l’auspicio della Santa Sede affinché “le azioni che gli Stati intraprendono contro l’illegalità e il traffico di esseri umani, non diventino il pretesto per ledere la dignità di migranti e rifugiati”. “Le medesime considerazioni valgono per i detenuti, i quali non possono mai essere ridotti alla stregua dei crimini che hanno commesso”, ha puntualizzato il Papa, esprimendo “viva riconoscenza a quei Governi che hanno risposto positivamente all’appello del mio venerato Predecessore in favore di gesti di clemenza nel corso dell’Anno giubilare”, insieme all’auspicio che “lo spirito del Giubileo ispiri in modo permanente e strutturale l’amministrazione della giustizia così che le pene siano proporzionate ai reati commessi, siano garantite condizioni dignitose ai reclusi, soprattutto ci si adoperi per l’abolizione della pena di morte, provvedimento che annienta ogni speranza di perdono e di rinnovamento”. “Non possiamo poi dimenticare la sofferenza di tanti detenuti per motivi politici, presenti in molti Stati”, ha aggiunto il Pontefice.

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