Ci sono anche due italo-venezuelani tra i detenuti politici liberati nelle ultime ore in Venezuela, in gran parte da El Helicoide, l’enorme e famigerata struttura e centro di tortura della capitale gestita dal Sebin, l’intelligence venezuelana. Non si hanno invece ancora notizie del cooperante veneziano Alberto Trentini, detenuto da 14 mesi in un’altra struttura carceraria dell’hinterland di Caracas, El Rodeo I.
Per primo, tra gli italo-venezuelani, è stato liberato Luigi Gasperin, imprenditore di 77 anni, stato arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Quindi, è arrivata la conferma della liberazione di Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all’opposizione. Non ancora confermata la liberazione di un altro imprenditore Mario Burlò.
Da parte delle organizzazioni della società civile de, da tempo, denunciano la situazione intollerabile dei detenuti politici, arrivati a essere oltre un migliaio, c’è soddisfazione, ma anche cautela. La liberazione di numerosi detenuti, annunciata del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, sta, comunque, procedendo con una certa lentezza, e non c’è conferma ufficiale della liberazione di alcuni nomi importanti della società civile venezuelana. Una di queste organizzazioni, il Cofavic, scrive in una nota: “Apprezziamo il rilascio delle persone che erano state private della libertà per motivi politici, così come il loro ricongiungimento con le loro famiglie e comunità dopo lunghi periodi di detenzione. Questa misura rappresenta un passo necessario e indifferibile per alleviare le sofferenze causate da detenzioni arbitrarie, processi giudiziari senza garanzie e condizioni di reclusione incompatibili con la dignità umana. Tuttavia, ribadiamo che la libertà non deve essere intesa come una concessione, ma come il ripristino di un diritto che non avrebbe mai dovuto essere violato”. Inoltre, il Cofavic chiede “il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone che sono ancora detenute arbitrariamente; la cessazione della criminalizzazione della dissidenza e della protesta pacifica; garanzie effettive di non ripetizione, comprese riforme istituzionali che assicurino il rispetto del giusto processo; misure di riparazione integrale per le vittime e i loro familiari; sospensione immediata di tutti i procedimenti penali e delle misure giudiziarie, comprese quelle che erano fuori dal carcere e che stanno scontando misure restrittive, nonché la restituzione dei loro diritti a non avere alcun precedente penale o registrazione nella polizia”.
Un’altra organizzazione, la Provea, in una nota, afferma: “Coloro che sono responsabili della guida del Paese nell’attuale situazione devono concretizzare, senza ulteriori indebiti ritardi e in modo trasparente e informato, il rilascio dei prigionieri politici annunciato dalla stessa amministrazione. La mancanza di informazioni e di concretezza riguardo alle liberazioni genera incertezza tra i detenuti arbitrariamente e i loro familiari, rivittimizzando l’intero nucleo familiare ed estendendo questa sensazione al resto della società. La mancanza di informazioni ufficiali prolunga il danno inflitto all’integrità psichica e fisica dei familiari di coloro che sono stati detenuti illegalmente”.