Il Ponte d’Oro: sulla rivista missionaria per ragazzi storie di pace e di speranza

Di fronte all’idea di guerra inevitabile e sempre più concreta, il numero di gennaio de “Il Ponte d’Oro”, mensile per ragazzi edito dalla Fondazione Missio, raccoglie vari esempi “di chi sa costruire pace intorno a sé: arrivano da diverse parti del mondo, spesso i protagonisti sono missionari, tutti testimoniano come sia possibile spendere tempo, passione ed energie per creare comunità, aiuto vicendevole, benessere, sostegno, fraternità”. La rivista pubblica un dossier all’interno del quale, per ogni lettera dell’alfabeto, viene evidenziato un aspetto che fa riflettere sulla pace o su quanto sia pericolosa la sua assenza. Nel mese in cui la Chiesa pone la sua attenzione proprio sulla pace, anche l’editoriale tratta dello stesso tema: “Care amiche e cari amici – scrive Kizito ai suoi lettori – mi sto convincendo che esiste un vero e proprio Vocabolario per la pace che comprende parole e atteggiamenti che ci dimostrano come sia possibile costruire la pace. A partire da noi stessi, dal nostro cuore, dai nostri comportamenti; una pace che passa dall’impegno di ognuno per creare ambienti e occasioni in cui la pace è la regola per stare bene insieme”.
Con la chiusura dell’Anno giubilare, si conclude anche il gioco “Cercatori di speranza” che per 12 mesi ha accompagnato i giovani lettori. Adesso è il momento di inviare alla Redazione il proprio contributo narrativo, secondo gli spunti raccolti dal tabellone completato di numero in numero con le immagini della rivista. Ma la speranza rimane comunque protagonista delle pagine de “Il Ponte d’Oro”, “perché le storie che giungono dai missionari sparsi nei vari continenti non possono esserne prive. Come dimostrano le parole di don Giovanni Piumatti, fidei donum della diocesi di Pinerolo, che ha vissuto per oltre 50 anni nel Nord Kivu, una regione dell’immensa Repubblica Democratica del Congo. Ha scritto diari e libri, tutti per far conoscere l’Africa e restituire la parola ad un continente troppo spesso ignorato e dimenticato. Che, però, ha molto da insegnare”.

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