Prato, città dalle tante contraddizioni sul fronte economico e del lavoro, potrebbe diventare un “laboratorio del bene comune, creando uno spazio di formazione e ispirazione per imprenditori e lavoratori, coinvolgendo le imprese e i sindacati”. È l’invito che arriva da padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori della preghiera al Borgo, a conclusione dalla tappa pratese del festival “Oikonomia – Economia e spiritualità”, dedicato ai capitali e alle capitali spirituali, che si è aperta nei giorni scorsi a Prato e prosegue nel fine settimana a Lucca e provincia. Il progetto, diretto da Roberta Rocelli, nasce da un’intuizione dell’economista Luigino Bruni e di padre Guidalberto Bormolini e vede l’adesione dell’arcidiocesi di Lucca e del Comune di Capannori e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Dalla tre giorni di Prato è arrivato un “appello per il cambiamento”: un forte invito a riscoprire la centralità del bene comune e a impegnarsi per un necessario percorso di formazione allo sviluppo umano integrale rivolto ai giovani, ma anche a chi lavora e a chi fa impresa. “È necessario riportare l’attenzione di tutti sul concetto di bene comune, se il bene è comune appartiene contemporaneamente alla persona e alla collettività, al tempo stesso è urgente riprendere la visione che la realtà sociale si costruisce su una visione, in particolare sulla valorizzazione di ciò che è positivo – sottolinea padre Bormolini -. Vogliamo ricordare il nostro amore per la città di Prato che ci ospita e per tutta la ricchezza che continua a possedere. Bisogna ripartire da questa grande positività e dai doni che tante persone di buona volontà hanno saputo rendere bene comune, cioè capitale spirituale. Quindi patrimonio non soltanto materiale ma ricchezza di grandi ideali, di interiorità e spiritualità”.
Bormolini ha aggiunto: “Mettiamo a disposizione il lavoro e la riflessione sviluppati nei dieci anni del festival Economia e spiritualità per formare imprenditori, manager e lavoratori promuovendo una integrazione della spiritualità all’interno del mondo del lavoro dell’imprenditoria e della cultura manageriale. Questa integrazione passa attraverso la trasmissione di contenuti ma anche esperienze. Per questo vorremmo valorizzare la rete che la città di Prato ha costruito con il premio Stefanino d’oro, che ha dato valore a persone e aziende che si sono distinte la loro capacità di avere una visione del lavoro dal punto di vista etico, del bene comune e della sostenibilità. Queste persone e aziende potrebbero essere il terreno in cui seminare questa aggiunta di cui è portatore il progetto Oikonomia, cioè la dimensione spirituale. È decisivo tornare a evidenziare che si attribuisce un giustificato titolo di riconoscimento sociale quando si lavora e si fa impresa in un’ottica di promozione del bene comune. In questo lavoro è molto importante coinvolgere non soltanto le imprese profit ma anche le imprese sociali e il Terzo settore che sono generatori di beni comuni nella forma di servizio e di dono”.
La comunità dei Ricostruttori al Borgo vuole dunque proporre, alla Villa del Palco e in tutti i luoghi che la città ritenuti utili, uno spazio di formazione e ispirazione per imprenditori e lavoratori, coinvolgendo le imprese e i sindacati, per “essere il lievito di una trasformazione che possa coinvolgere anche l’intera città”.