Cile: da ieri vescovi in assemblea, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali. Mons. Rebolledo (presidente), “paese ha bisogno di ricostruire ponti, non di muri”

(Foto Cech)

La 132ª assemblea plenaria della Conferenza episcopale cilena Cech) ha avuto inizio ieri e proseguirà fino a venerdì 14. I vescovi dedicheranno questi giorni a riflettere sulla realtà nazionale nel contesto delle prossime elezioni, a valutare le sfide pastorali del Paese, a portare avanti l’attuazione del Sinodo sulla sinodalità e a esaminare questioni di amministrazione economica, tra gli altri temi. L’assemblea si è aperta con una celebrazione eucaristica, presieduta dal nunzio apostolico, mons. Kurian Mathew Vayalunkal.
Successivamente, l’arcivescovo di La Serena e presidente della Cech, mons. René Rebolledo Salinas, ha rivolto il saluto iniziale ai vescovi del Paese. Nel suo messaggio, ha sottolineato il valore del cammino sinodale che la Chiesa sta vivendo in Cile e ha sottolineato che la Conferenza episcopale è “uno spazio di preghiera comune, di fraternità, di compagnia e di sostegno reciproco nel servizio apostolico”. A pochi giorni da un nuovo processo elettorale per l’elezione del presidente e dei parlamentari, il presidente dell’Episcopato ha ribadito l’appello già espresso dal Comitato permanente: “Ogni elezione è un’opportunità per rinnovare il nostro impegno nei confronti della vita democratica, esercitando con responsabilità il diritto e il dovere civico di votare” con una “coscienza ben formata”, incoraggiando a valorizzare principi essenziali come la dignità umana, la giustizia sociale, la protezione della famiglia, la trasparenza e la solidarietà con i più vulnerabili, “specialmente i diseredati e i migranti”. Il vescovo Rebolledo ha anche insistito sulla necessità di favorire un clima di rispetto prima e dopo le elezioni: “Al di là delle legittime differenze, il Paese ha bisogno di ricostruire ponti e non continuare a costruire muri”.

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