“Carlo era un bambino che correva avanti il tempo. Anticipatario in tutto, anche nella fede. Un bambino che chiamavo un po’ ‘l’alieno’, sempre così generoso e disponibile. Non potevo lamentarmi di nulla riguardo a Carlo, si faceva un esame di coscienza tutti i giorni e si metteva persino i voti”. Sono le parole di Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis, nell’introdurre il documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo” in Filmoteca Vaticana. “A sette anni – ha aggiunto la signora Acutis – gli fu permesso di fare la comunione, interrogato anche da Mons. Pasquale Macchi, già segretario di Paolo VI. Carlo andava a Messa tutti i giorni, era allegro, scherzava sempre e diceva che la Madonna era la sola donna della sua vita”. E ancora, “Si prodigava per i più poveri e i senzatetto. Si interrogava sui beni che lui aveva e quelli che mancavano ai meno fortunati. Così gli portava sacchi a pelo e cibo. Il sorriso di Carlo scaldava chiunque”.
“Era consapevole che Dio ci dà i mezzi attraverso i sacramenti”, ha rimarcato Antonia Salzano. “Una grazia che lui sentiva di aver ricevuto. La sua vita è stata un’offerta. E i suoi miracoli si sono visti sin dal giorno del funerale, dalla guarigione di una giovane donna malata di tumore rivolta in preghiera a Carlo”.