“I Paesi europei hanno compiuto progressi significativi nella lotta alla violenza contro le donne: tuttavia, gli sforzi per prevenire la violenza prima che si verifichi continuano a rimanere indietro rispetto ad altri ambiti dell’azione nazionale”. È quanto emerge dal rapporto annuale 2025 del Grevio, il gruppo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Il documento ha rilevato che gli Stati hanno fatto importanti passi avanti nel contrasto alla violenza contro le donne, ma che “investimenti costanti nella prevenzione sono fondamentali per ottenere risultati migliori”. Si tratta del settimo rapporto generale del Grevio, che copre le attività svolte da gennaio a dicembre 2025. “Nonostante i progressi, l’attività di monitoraggio ha costantemente dimostrato che la prevenzione primaria rimane uno degli aspetti più deboli delle risposte nazionali”, ha affermato la presidente del Grevio, Maria-Andriani Kostopoulou. Le campagne di sensibilizzazione sono preziose, sottolinea il rapporto, “ma da sole non possono trasformare le norme sociali, i comportamenti e i rapporti di potere diseguali che sono alla base della violenza. Una prevenzione efficace richiede misure a lungo termine, adeguatamente finanziate e basate su evidenze, da attuare in scuole, luoghi di lavoro, comunità, media e ambito digitale”. Il rapporto segnala inoltre la crescente diffusione della violenza facilitata dalla tecnologia.