“Nel 2016, proprio qui in Filmoteca Vaticana, ho avanzato la proposta di fare di Carlo Acutis il patrono di Internet. Un giovane che non si limitava a usare solo il computer, perché Carlo aveva colto il valore della condivisione, che nella vita è affascinante vivere con gli altri. Questo era dovuto alla sua affezione per l’Eucaristia, che è appunto vita comunionale”. Così Mons. Dario E. Viganò, vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze-Scienze sociali, all’anteprima del documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo”. Presenti il regista Luca Salmaso, Antonia Salzano, la madre di Carlo Acutis, i produttori di Officina della Comunicazione, Our Films e Nexo Digital. Il film è nelle sale italiane dal 15 ottobre e subito dopo all’estero in oltre 30 Paesi. “Carlo non è diventato santo in un giorno – ha sottolineato Mons. Viganò – ma camminando passo dopo passo sin da bambino. Una santità frutto di piccole scelte, sempre nella direzione del bene massimo possibile, che lui apprendeva alla scuola di Gesù. Un bene rivolto ai poveri e ai senzatetto, contagiando anche gli amici”. Ha aggiunto poi Mons. Viganò: “Carlo in fondo ha capito un segreto: penso che lui abbia avuto la consapevolezza che nella sua vita sin da bambino, poi da ragazzo e anche nella fase della malattia, era guardato da Dio. E se ci pensiamo, questo vale per tutti, ma non tutti riescono ad avere tale consapevolezza”.