“L’Amazzonia è il luogo teologico dove si rivela Dio, come si legge nell’esortazione ‘Querida Amazonia’”. Lo ricorda al Sir mons. Juan Carlos Barreto, vescovo di Soacha e presidente del Segretariato di Pastorale sociale Caritas della Conferenza episcopale colombiana. Le dichiarazioni di Barreto sono rilasciate nel contesto del Mese del creato, che si sta concludendo, e a margine del seminario internazionale “Giustizia climatica e diritti dei popoli amazzonici”, che all’Università Nazionale di Bogotá ha visto la partecipazione di rappresentati di popoli indigeni, organizzazioni della società civile ed ecclesiali, in particolare delle Caritas, provenienti anche da Brasile, Perù e Bolivia. Afferma mons. Barreto: “Sono stato vescovo per nove anni nel Chocó, dove ci sono minacce derivanti dall’estrattivismo e dall’estrazione mineraria irresponsabile, megaprogetti, avanzamento delle coltivazioni illecite. Tutte pratiche che provocano molte ripercussioni sui diritti umani della popolazione locale e anche una perdita di biodiversità e impatti sulle culture dei popoli. C’è un rischio di sterminio fisico e culturale dei popoli indigeni dell’Amazzonia. Il conflitto armato arriva anche lì, con eserciti ufficiali e gruppi al di fuori della legge”. Viceversa, “dobbiamo cercare pratiche di ‘buon vivere’ con le comunità locali, etniche e indigene. Ci sono molte opportunità. Per esempio, l’ascesa dell’agroecologia e il ruolo stesso dalla Pastorale Sociale, con la cooperazione delle chiese cattoliche del Nord globale”. Conclude il vescovo: “Il Papa ha detto che l’Amazzonia è un luogo dove possiamo incontrare Dio. È necessario avanzare verso alternative allo sviluppo. Dobbiamo avere uno sviluppo integrale che valorizzi gli esseri umani e gli altri esseri del pianeta”.