“Circa 26 milioni di bambine e bambini nell’Unione europea, negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito nell’ultimo mese hanno vissuto in aree che hanno registrato emissioni di carbonio insolitamente elevate, e milioni di loro sono stati esposti al rischio mentre gli incendi continuano a divampare”. Questo l’allarme lanciato da Save the Children. “Il clima caldo e secco, aggravato dai cambiamenti climatici, ha alimentato centinaia di incendi nei pressi di città e centri abitati densamente popolati tra l’inizio di luglio e l’inizio di agosto”, segnala l’organizzazione in un comunicato odierno. “Durante questo periodo, circa 15 milioni di bambini si sono trovati in aree in cui si sono registrati livelli di emissioni di carbonio considerati ‘estremamente insoliti’ rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2003 e il 2025, mentre altri 11 milioni in aree in cui i livelli erano molto più elevati del normale”. “Sebbene l’inquinamento atmosferico colpisca tutti, i bambini sono tra i soggetti più vulnerabili perché il loro corpo e il loro sistema immunitario non sono ancora completamente sviluppati e assorbono più sostanze inquinanti rispetto agli adulti”.
Oltre all’esposizione agli incendi boschivi, secondo i dati di Save the Children, tra il 1° gennaio e il 14 luglio di quest’anno “due terzi dei bambini dell’Europa occidentale sono stati esposti a ondate di calore estreme. L’aspetto peggiore riguarda gli effetti sulla salute, sia immediati che a lungo termine, che l’inalazione di fumo o di aria inquinata può avere sui bambini, i cui corpi sono ancora in fase di sviluppo”. Save the Children chiede dunque “il riconoscimento della particolare vulnerabilità dei bambini e delle bambine di fronte ai cambiamenti climatici, l’erogazione di risorse finanziarie adeguate e accessibili ai Paesi a basso reddito, comprese quelle destinate alla riduzione delle emissioni, e l’urgente eliminazione graduale dell’uso e dei sussidi ai combustibili fossili”.