“Il terremoto che abbiamo subito 48 ore fa è stato un evento terrificante, con scosse violente come non ne avevamo mai avvertite in queste terre, pur essendo soggette a frequenti sismi”. Da Manizales, capoluogo del dipartimento del Caldas, nel cuore della Cordigliera Centrale, arriva al Sir la voce dell’arcivescovo, mons. José Miguel Gómez Rodríguez. L’immagine di uno dei due campanili della Cattedrale, ripiegato sull’altro, è divenuta, nelle prime ore dopo il sisma del 10 agosto, l’immagine simbolo di quanto accaduto. Con il passare dei giorni, la maggior attenzione si è spostata su città e zone con un maggior numero di vittime, come Cali e Pereira, ma la situazione è grave e preoccupante anche in questa città di circa mezzo milione di abitanti.
“Nella città e nell’Arcidiocesi di Manizales abbiamo un bilancio definitivo di cinque persone decedute, 112 feriti, zero dispersi e oltre 20 luoghi di culto danneggiati. Ci sono alcune parrocchie che avranno davvero bisogno di aiuto per poter riparare i danni subiti”, prosegue il vescovo. La diocesi ha infatti prontamente effettuato un’indagine sulla situazione, parrocchia per parrocchia, dalla quale emerge che 20 chiese hanno avuto gravi danni, tra cui la cattedrale, e 19 sono attualmente del tutto chiuse, mentre altre 24 hanno registrato danni più lievi. Ma la prima preoccupazione, prosegue mons. Gómez, è le per le persone che soffrono, per le vittime e per coloro che sono rimasti senza casa: “Come tutti sanno, sin dal primo momento la mia priorità sono state le persone che soffrono di più, ed è per questo che mettiamo a disposizione il nostro Banco alimentare arcidiocesano. Ma, naturalmente, i danni alle parrocchie sono così gravi che anche per questo ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti”.