“Dov’è il segreto di Cassiano, cosa lo ha reso forte e intrepido davanti a questo martirio? Cosa lo ha sostenuto davanti a questo dramma che ha così colpito anche i suoi contemporanei?”. L’omelia nella solennità del patrono di Imola, san Cassiano, tenuta oggi dal vescovo Giovanni Mosciatti, è partita da queste domande e dai riferimenti alla Parola, per poi aggiungere: “Ancora oggi accade che tantissimi subiscono persecuzione, come è accaduto nei primi secoli della grande storia cristiana. Ciò che ha dato coraggio a Cassiano nell’esperienza così drammatica del suo martirio è ciò che dà coraggio a questi nostri fratelli in tante parti del mondo: è l’aver incontrato Cristo, la profonda amicizia con Lui capace di accendere una speranza ineffabile”. Mons. Mosciatti ha osservato: “Questa è la santità: lasciare che Cristo prenda spazio nella nostra vita, che piano piano quel volto diventi sempre di più il nostro, pur con tutti i nostri limiti, che non vengono tolti. […] Diventare santi significa bruciare dello stesso amore e dello stesso desiderio per la felicità dei nostri fratelli uomini di cui bruciava Gesù e di cui bruciavano i tanti nostri amici che ora vivono in Lui”.
Quindi l’annuncio: “È con questo desiderio che desidero il mese prossimo iniziare la visita pastorale, momento in cui sono chiamato a visitare la diocesi interamente per confermare i fratelli in uno sguardo di speranza e assicurare ad ogni persona la vicinanza misericordiosa del Signore e della sua Chiesa. La visita pastorale sarà l’occasione di entrare nell’ambiente di vita delle comunità, conoscerne le vicende, i problemi e le stanchezze, le speranze e i progetti; confermando i fratelli nella fede, segno di una Chiesa che si prende cura, si confronta e affronta con coraggio anche le difficoltà”. “In vista del nostro incontro ho scritto una lettera con alcuni spunti di riflessione e di lavoro in modo che il dialogo ed il confronto che vivremo insieme ci porti a vivere una unità più profonda tra noi, a condividere problemi e stanchezze ed accogliere ciò che lo Spirito ci suggerisce per una sequela più profonda dietro a Gesù”.