Russia: il dissenso politico ricorda Navalny a due anni dalla morte. Accuse al regime di Putin

A due anni dalla morte del leader dell’opposizione russa Aleksey Navalny, il 16 febbraio del 2024, condannato a 19 anni di reclusione per accuse di “estremismo”, la Russia non-putiniana lo ricorda. Di pochi giorni fa la notizia degli esiti di indagini indipendenti condotte da cinque Paesi europei – Gran Bretagna, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi – hanno rivelato come Navalny sia morto a causa di un avvelenamento con l’epibatidina. Versione subito respinta da Mosca, ma che sui canali della dissidenza era stata data come assodata, fin dalla notizia della morte. “Due anni fa, Putin ha ucciso Navalny”, si legge sul canale Telegram Navalny live, che invita tutti a collegarsi alle 18 ora di Mosca per un momento di ricordo di questa figura, insieme ai suoi collaboratori e ai suoi cari e per dare voce agli eventi commemorativi e le cerimonie che si stanno svolgendo in Russia e nel mondo, oltre a filmati dal cimitero di Borisovskoye, dove l’attivista è sepolto. Non dappertutto però è possibile deporre fiori: a San Pietroburgo il monumento dedicato alle vittime della repressione politica è stato recintato e sono apparse delle ruspe, con il pretesto di un lavoro in corso. “In realtà, tutti capiscono il motivo. Tre agenti di polizia sono nelle vicinanze, nel caso qualcuno volesse deporre dei fiori”, racconta Ovd-Info. Un uomo che tentava di fotografare il monumento è stato arrestato. Anche a Mosca, è stato fermato un ragazzo minorenne perché teneva un cartello con la scritta “La Russia sarà libera! 16 febbraio 2024”.
Il 16 febbraio è però anche il giorno dell’assegnazione del Premio Alexei Navalny, giunto alla sua seconda edizione: destinato a riconoscere “coloro che creano progetti e iniziative volti a promuovere un’azione politica corale”. Vincitore del premio 2026 è Semyon Kochkin con il suo progetto “Angry Chuvashia, un canale di informazione indipendente più influente e letto della Repubblica di Ciuvascia” che pubblica “inchieste sulla corruzione di funzionari locali, riferisce sui problemi della regione, tiene traccia dei residenti ciuvasci uccisi nella guerra di Putin e sostiene iniziative legate alla preservazione della lingua ciuvascia”.

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