“La Conferenza episcopale italiana non è entrata nel merito della questione con indicazioni di voto. Ha espresso un forte invito alla partecipazione, sollecitando una corretta informazione per una scelta consapevole e sempre nel segno del bene comune”. Lo chiarisce Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, rispondendo alle richieste di chiarimento sulla posizione della Conferenza episcopale in vista del prossimo referendum. “Si tratta, infatti, di una questione opinabile, secondo la definizione del Codice di diritto canonico e della Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede circa ‘alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica’”, spiega Corrado. “Questi due testi ricordano anche che per temi appunto opinabili non bisogna presentare la propria tesi come dottrina della Chiesa”, aggiunge, citando il canone 227. “La Conferenza episcopale italiana interviene nel dibattito pubblico solo attraverso dichiarazioni ufficiali e su temi di fondo, come ad esempio l’indispensabile equilibrio tra i poteri, che devono porre sempre a loro fondamento ‘la centralità della persona’”, precisa il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, rimandando “all’unico pronunciamento sulle questioni referendarie: il comunicato finale dell’ultima sessione del Consiglio episcopale permanente in cui veniva sottolineata l’importanza di ‘recarsi alle urne, superando il clima di disimpegno e astensionismo’”.