Dopo il successo della prima edizione, che tra febbraio e marzo ha coinvolto 28 chef e portato in tavola oltre 1.000 pasti, torna “Un pasto è solo l’inizio”, il progetto che vede alcuni tra i più prestigiosi cuochi del territorio vestire i panni dei volontari per accogliere le persone in difficoltà che si rivolgono a Casa Nazareth, mensa solidale nel cuore di Como.
Una seconda edizione che vuole allargare la squadra dei grandi nomi della cucina comasca pronti a mettere il proprio talento al servizio di chi ne ha più bisogno: quattro nuovi chef e quattro appuntamenti tra il 10 novembre e il 1° dicembre, proprio quando l’arrivo del freddo rende il bisogno più grande. L’ingrediente alla base di questo progetto resta tuttavia il medesimo: la solidarietà e il desiderio di promuovere una comunità più coesa, che non lascia indietro nessuno.
In ogni appuntamento gli chef saranno affiancati dai referenti dell’Associazione provinciale cuochi di Como e da alcuni dei 415 volontari che ogni giorno donano il proprio tempo, dando un supporto fondamentale al servizio.
La scelta del periodo non è casuale. Con l’arrivo del freddo, le persone che bussano alla porta di Casa Nazareth aumentano e con loro cresce il bisogno di un pasto caldo e di un luogo accogliente. Nel 2025 la mensa ha servito 75.190 pasti: un impegno quotidiano che oggi, a fronte di risorse sempre più limitate, chiede a ciascuno di fare la propria parte.
“A Casa Nazareth ogni giorno cerchiamo di offrire un pasto preparato con cura, perché ogni persona è degna di attenzione e rispetto – afferma Rossano Breda, direttore di Caritas diocesana di Como –. Con l’inverno il bisogno cresce, e da soli non possiamo farvi fronte. Per questo siamo grati agli chef che tornano a mettersi al servizio, e invitiamo tutta la comunità a sedersi idealmente a questa tavola”.
“Nella prima edizione noi cuochi abbiamo portato a Casa Nazareth il nostro mestiere e i nostri piatti, ma ci siamo portati a casa qualcosa che non si impara in cucina: la solidarietà di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone che bussano a questa porta – racconta Barbara Girardi, chef dell’agriturismo La Cascina di Mattia e presidente dell’Associazione provinciale cuochi di Como, tra le protagoniste della prima edizione -. Per questo torniamo con ancora più convinzione. Noi doniamo il nostro talento, ma perché questa tavola resti apparecchiata tutto l’anno serve l’aiuto di tutti”.
Un invito che il mondo imprenditoriale ha già raccolto. Living Divani Srl di Anzano del Parco, che lo scorso anno aveva adottato una delle giornate, ha scelto di rinnovare il proprio sostegno con una donazione a favore della seconda edizione. Prezioso anche il supporto di Confindustria Como, che si fa portavoce dell’iniziativa presso le imprese del territorio, e il contributo della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.
Ma il bisogno non si esaurisce in quattro pranzi. Info su casa-nazareth.it.