“L’attesa che si respira, qui a Montevideo, è davvero tanta, e va molto al di là della dimensione ecclesiale”. Lo spiega, al Sir, padre Daniel Kerber, parroco della chiesa di Stella Maris, nella zona costiera della città, mentre Papa Leone XIV è in volo verso il Paese latinoamericano. Padre Kerber, che fino a poco tempo fa ha coordinato la pastorale dell’arcidiocesi, commenta l’agenda che il Papa avrà nel Paese: “Un programma davvero intenso e variegato, tanto che quando ha dovuto sostenere l’intervento chirurgico eravamo molto preoccupati. Per quanto riguarda Montevideo, sarà all’Università Cattolica, già visitata da Giovanni Paolo II, e nel quartiere Borro, una zona molto complicata a livello sociale, dove la Chiesa è presente con una quindicina di attività e con una scuola gratuita, il Liceo Giubilare Giovanni Paolo II”.
Diffusione della droga, difficoltà a dare una prospettiva alla propria vita, un elevato numero di suicidi sono i problemi che attanagliano i giovani, in Uruguay, spiega padre Kerber: “L’Uruguay non ha la polarizzazione sociale di altri Paesi latinoamericani, ma ci sono quartieri molto problematici, dove la droga, inizialmente solo ‘di passaggio’ nel Paese, è diventata prodotto di consumo, in particolare per i giovani”.
Sullo sfondo un sistema educativo che, in generale, “prescinde dalla dimensione religiosa, non si può neppure nominare Dio. Si tratta della conseguenza della Costituzione, che prevede una scuola laica, gratuita, obbligatoria. I giovani crescono senza questa dimensione di trascendenza, di futuro. Ci sono sociologi che mettono in relazione questo fatto con l’indice molto alto di suicidi tra i giovani. Su questo, il Papa potrà portare un importante messaggio”.