Inflazione: nei Paesi Ocse a settembre è salita al 4,5% trainata dai prezzi dell’energia

L’inflazione annua nei Paesi Ocse, misurata dall’Indice dei prezzi al consumo (Cpi), è salita al 4,5% a settembre 2026, rispetto al 4,3% di agosto. I prezzi dell’energia – viene spiegato in un comunicato – hanno in gran parte guidato l’accelerazione dell’inflazione, con l’inflazione energetica annua che è cresciuta “bruscamente” al 17,4% a settembre, rispetto al 13,6% di agosto. L’inflazione energetica è aumentata in 31 dei 37 Paesi Ocse con dati disponibili (in Italia è passata dal 17,1% di agosto al 25,5% di settembre), è diminuita in 4 Paesi ed è rimasta stabile o sostanzialmente stabile in 2. Al contrario, l’inflazione alimentare nei Paesi Ocse si è leggermente attenuata, diminuendo di 0,2 punti percentuali, mentre l’inflazione di base (inflazione al netto di cibo ed energia) è rimasta sostanzialmente stabile al 3,7%. I prezzi medi in tutta l’area Ocse sono stati oltre il 40% superiori ai livelli di dicembre 2019, prima dell’inizio della pandemia di Covid-19. In media, i prezzi alimentari sono risultati quasi del 50% più alti rispetto a prima della pandemia, mentre i prezzi dell’energia sono più alti quasi del 70%.
Nei Paesi del G7, l’inflazione generale su base annua è aumentata al 3,5% a settembre, rispetto al 3,1% di agosto. L’inflazione generale è aumentata in tutti i Paesi del G7 tranne il Canada, dove è rimasta sostanzialmente stabile, poiché un calo di quasi 1% dell’inflazione alimentare ha compensato in gran parte l’aumento del 3,6% dell’inflazione energetica. I prezzi più alti dell’energia hanno rappresentato circa la metà o più dell’aumento dell’inflazione generale tra agosto e settembre in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Al contrario, in Giappone l’inflazione generale è aumentata principalmente perché l’inflazione di base è aumentata dello 0,5% al 2,2%. L’inflazione energetica in Giappone è rimasta negativa per via dei sussidi governativi e delle tagli temporanei delle tasse, mentre l’inflazione alimentare è scesa al 2,8%, il livello più basso da gennaio 2022.
Nell’area Euro, l’inflazione generale annua, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo, è aumentata notevolmente al 3,8% a settembre, dopo il 3,2% di agosto, mentre l’inflazione energetica è aumentata “bruscamente” passando dal 4,6% al 18,9%, mentre l’inflazione alimentare è cresciuta solo dello 0,2% e l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile. La stima preliminare di Eurostat per ottobre 2026 indica un ulteriore aumento dell’inflazione globale annua dell’area Euro, al 4,0%. Si stima che l’inflazione energetica aumenti ulteriormente, al 20,8%, mentre l’inflazione di base rimanga sostanzialmente stabile al 2,6%.

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