“In un passaggio del suo messaggio papa Leone ha richiamato la necessità di farci eco, far sentire una voce che denuncia le strutture di ingiustizia con la forza del bene. Siamo chiamati dunque a tirare fuori la nostra forza, la forza del bene” Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, nel suo intervento al convegno dedicato al Messaggio di papa Leone XIV “La pace sia con voi. Verso una pace disarmata e disarmante”, a Roma presso la Domus Mariae. “Una voce che denuncia e allo stesso tempo che si impegna, che si mette in gioco: la forza del bene”. Soprattutto pensando ai più giovani, per don Ciotti “la pace va costruita prima di tutto nel pensiero”. “Nel pensiero, perché è confuso. Questi bombardamenti mediatici creano un’assuefazione, è una normalizzazione pericolosa”. Invece “nel pensiero dobbiamo pensarla possibile la pace”. “E i primi a crederci dobbiamo essere noi”. Questo significa allora “costruire la pace nel linguaggio, come ha fatto Papa Leone”. “Significa scegliere anche noi parole disarmate e disarmanti”. Significa per don Ciotti “difendere le nostre posizioni con la forza della gentilezza, tenendo sempre aperta la strada del dubbio e del confronto. Perché se arriviamo solo con il nostro carico di certezze e non creino relazioni con le personenon capiremo mai le ragioni dell’altra persona”.
Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera “scegliere parole disarmate e disarmanti, significa convertire il lessico della violenza in una lingua di pace. Combattere? Parole di guerra, no? Allora noi giochiamo: combattere per la pace in tutte le sedi. Assediare? Sì, sì, assediare! Però le istituzioni nazionali e internazionali chiamate a renderla possibile la pace. Riarmare? Sì, riarmare la diplomazia, cioè restituirle spazi, dignità, strumenti. Sentiamo dire vendicare? Noi certo… vendicare il diritto internazionale sempre calpestato dalla prepotenza politica e militare. Disertare? Sì, disertare le discussioni che vedono nella guerra un male necessario, qualcosa che non si può estirpare dalla storia umana. Onorare l’eroe? Sì Che significa contrastare la retorica degli eroi di guerra”.