Diocesi: mons. Moraglia (Venezia), “giustificare la violenza con la religione è una bestemmia”

“Se si parla di pace in modo teorico – ‘politico’ nel senso deteriore del termine – si finisce per ritenere che la pace si possa raggiungere con la guerra! Fare guerra per giungere alla pace? Sì, è la logica degli uomini, è la storia del mondo, che è una storia di guerre!”. Lo ha detto questa sera il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, durante la veglia con marcia per la pace promosso da diverse associazioni cattoliche insieme anche ad associazioni non cattoliche. Per mons. Moraglia alle nuove sfide “si risponde più con lo sforzo economico per riarmarsi e non, invece, con una cultura della memoria che custodisca la storia del Novecento con i 90/100 milioni di morti che hanno contrassegnato il cosiddetto ‘secolo breve’”. Così – ha aggiunto – “si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, anche sui social, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e sicurezza”.
Per mons. Moraglia si delinea “un preoccupante processo di progressiva deresponsabilizzazione dei leader politici e militari. E questo è drammatico! Il motivo è la ‘delega’ sempre più ampia data alla tecnoscienza su decisioni riguardanti la vita e la morte di milioni di persone”. Il pensiero va ai bambini, alle donne, ai soggetti deboli, le “prime vittime di ogni guerra”. Una pace “degna” dell’uomo si costruisce “solo col rispetto e la fiducia reciproci”. “La pace non è un obiettivo che si possa conseguire in altro modo. La pace è – ha detto il patriarca  – richiesta dalla stessa retta ragione ed è il risultato della giustizia tra i popoli e gli Stati, che vive nel riconoscere e rispettare il diritto internazionale”. La pace è “un servizio che le religioni rendono ad una umanità che non si stanca di farsi guerra”. “Giustificare ogni forma di violenza con la religione è una bestemmia!”, ha affermato mons. Moraglia aggiungendo che i credenti devono “smentire con la vita queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. L’iniziativa di oggi si è snodata lungo le strade del centro di Mestre fino al Duomo e si sono ascoltate le testimonianze di due ragazze del Mali e dell’Ucraina, del saluto in video del Custode di Terra Santa p. Francesco Ielpo e una videochiamata con p. Francesco Patton, a sua volta Custode emerito. A questo appuntamento hanno partecipato anche i rappresentanti del Consiglio Ecumenico delle Chiese cristiane presenti nel veneziano. Al termine la consegna del messaggio di Leone XIV per la Giornata Mondiale per la Pace.

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