“Noi siamo stati creati da un Dio che gioisce nel donare l’esistenza alle sue creature”, che “gioca”. “Alcuni Padri della Chiesa parlano addirittura, di un Deus ludens, di un Dio che si diverte. Ecco perché lo sport può aiutarci a incontrare Dio: perché richiede un movimento dell’io verso l’altro, certamente esteriore, ma anche e soprattutto interiore”. Lo ha affermato questa sera il card. Oscar Cantoni, vescovo di Como, nell’omelia della messa celebrata a Bormio, in vista dei Giochi olimpici di Milano-Cortina. Bormio sarà sede di alcune specialità sportive. “Si tratta di ricercare relazione, andare in profondità, condividere, superare gli egoismi. Dio stesso gioca, e il suo gioco è la creazione. Lo sport è un riflesso della creatività e della bellezza di Dio. Quando ci impegniamo nello sport, stiamo partecipando alla creazione di Dio, stiamo mettendo in gioco le nostre capacità e le nostre passioni per creare qualcosa di bello e di buono”.
“Non si tratta solo di dare una prestazione fisica, magari straordinaria, ma di dare sé stessi, di giocarsi. Si tratta”, ha affermato ancora il cardinale, “di darsi per gli altri – per la propria crescita, per i sostenitori, per i propri cari, per gli allenatori, per i collaboratori, per il pubblico, anche per gli avversari – e, se si è veramente sportivi, questo vale al di là del risultato. Lo sport è gioia di vivere, gioco, festa, e come tale va valorizzato mediante il recupero della sua gratuità, della sua capacità di stringere vincoli di amicizia, di favorire il dialogo e l’apertura degli uni verso gli altri”. Per Cantoni “lo sport è un linguaggio universale che unisce le persone di tutte le culture e le nazioni. Le Olimpiadi sono un simbolo di questo valore dello sport. Sono un momento in cui le persone di tutto il mondo si riuniscono per celebrare la loro comune umanità, per condividere la loro passione e la loro gioia. Sono un’opportunità per scoprire che, al di là delle differenze, siamo tutti fratelli e sorelle, figli di un unico Dio”.