Giornata della Memoria: Vercelli (storico ebraismo), “perdita di empatia e incapacità di riconoscere l’altro, alimentano ostilità”

“Parlare dei genocidi significa parlare di noi stessi: se li dimentichiamo, perdiamo noi stessi”: lo ha detto il professore Armando Minutola, responsabile del Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo Botta di Ivrea, introducendo la serata di ieri, organizzata dal Forum Democratico del Canavese, sul tema “Deportazioni di massa e stermini nella Storia. Adesione o indifferenza della pubblica opinione al Dominio del Terrore”, che ha visto l’intervento di Claudio Vercelli, già docente di Storia dell’ebraismo all’Università Cattolica di Milano ed esperto di storia del Novecento. Quest’ultimo ha richiamato il significato del Giorno della Memoria come occasione per interrogarsi sulle dinamiche e sulle matrici storiche della barbarie, collegandole ai processi della contemporaneità e alla partecipazione delle masse ai processi genocidari con il ruolo svolto da popoli, società e Stati. Vercelli ha evidenziato le dinamiche che si ripresentano nella storia, accanto a quelle che mutano a seconda dei contesti. L’attenzione si è anche spostata sull’attualità per interrogarsi, a partire dalla Shoah, sui rischi dell’indifferenza e delle letture semplificanti dei conflitti. “Il destino delle collettività non può essere letto solo in termini umanitari – ha osservato Vercelli – ma civili, sociali e di diritti. Il rischio delle generalizzazioni, la perdita di empatia e l’incapacità di riconoscere l’altro, alimentano dinamiche di ostilità che coinvolgono non solo chi vive i conflitti, ma anche chi li osserva”.

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