Nasce “Storie d’Italia”, il nuovo magazine settimanale di informazione del Tg2000, che esplora le grandi trasformazioni del presente attraverso il racconto diretto dei suoi protagonisti. In onda su Tv2000 dal 24 gennaio, ogni sabato, alle 17.30. Il programma, a cura della redazione giornalistica, propone un viaggio nel tessuto più profondo del Paese, attraverso la voce di chi ha una sua storia, personale e collettiva, da raccontare. Sullo sfondo, il contesto di radicali cambiamenti che l’Italia sta vivendo. Lavoro, ambiente, volontariato e Terzo settore, marginalità, disagio giovanile, riscatto, tecnologia, imprenditoria. Sono alcune delle parole chiave su cui si sviluppa il racconto che vuole spogliarsi il più possibile da ogni sovrastruttura giornalistica.
Il programma si propone di abbracciare i nuovi schemi televisivi: niente studio, nessun conduttore e interviste informali. Ogni puntata si compone di quattro micro-documentari da 5 minuti ciascuno, dove la narrazione è affidata a chi vive, crea o reinventa la realtà quotidiana.
Dalla provincia digitale alle sfide dei giovani, “Storie d’Italia” fotografa un Paese dalle insospettabili energie, per dare voce a quell’Italia che “tira la carretta” e che raramente trova spazio e ascolto.
“Con ‘Storie d’Italia’ – spiega il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – abbiamo incrementato l’offerta informativa ma nello stesso tempo abbiamo fatto una scelta radicale di sottrazione. In un’epoca forse di eccessivo commento, il nostro obiettivo è di tenerci il più possibile ‘fuori campo’, per favorire un ascolto più attento e uno sguardo più schietto, meno edulcorato. La mediazione giornalistica non sparisce, ma si mette a servizio della genuinità, della spontaneità del racconto. Vogliamo accendere i riflettori sul tessuto più profondo della nostra società civile, anche sulle pieghe meno visibili. Con la consapevolezza che ogni incontro aggiungerà una tessera al mosaico, perché di ogni storia personale, anche di quelle più marginali, si compone il destino comune. Questo format, nelle nostre aspirazioni, arricchisce la nostra proposta informativa non solo e non tanto in termini quantitativi. Vogliamo, infatti, proporre un racconto non astratto del Bene, una narrazione esperienziale che scaturisca da gesti pratici, dalla quotidianità, dai vissuti. La storia collettiva emerge così dal basso, come somma di percorsi individuali. E l’attualità smette di essere un concetto distante, ma torna a essere esperienza condivisa. Vogliamo, in definitiva, restituire dignità e tempo alle traiettorie umane di chi, con concretezza e speranza, contribuisce ogni giorno a scrivere la storia presente e futura dell’Italia”.