Iraq: card. Sako (patriarca), “adottare misure concrete per portare pace in Medio Oriente. Onu si assuma responsabilità”

(Foto Chaldean Patriarchate)

La Chiesa caldea segue “con interesse e preoccupazione le notizie inquietanti nella regione mediorientale, che sta assistendo a un’escalation di conflitti, militarizzazione, polarizzazione e calo della stabilità”. A fronte di questa situazione il patriarca caldeo, card. Louis Raphael Sako, in una nota lancia un appello affinché “si adottino misure concrete per promuovere la pace e l’armonia e per evitare il flagello nei paesi dell’area”. Per Mar Sako “le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità di affrontare i conflitti e raggiungere la pace attraverso il dialogo, e di salvaguardare la sovranità dei paesi e i diritti dei loro cittadini”. Inoltre, si legge nella nota pervenuta al Sir, “i governi locali devono leggere la realtà in profondità e assumersi la loro responsabilità diretta per proteggere i rispettivi Paesi e garantire libertà, dignità e abbondanza di vita ai cittadini. Queste misure concrete sono una responsabilità storica e morale, dalla quale non si può sfuggire”. Guardando all’Iraq, il card. Sako ribadisce: “È giunto il momento delle riforme, passando dagli slogan alle azioni, lasciando le armi solo allo Stato e affrontando la corruzione in modo deciso. Il criterio per costruire una nazione è il principio di cittadinanza, competenza e il rispetto di una politica etica”. “La religione – sottolinea il patriarca -è una questione personale, mentre gli affari pubblici devono dipendere dalla competenza e dalla capacità. Tutti i cittadini sono uguali, senza eccezioni, tutti possiedono la cittadinanza irachena, inclusi i cristiani, che non sono meno competenti degli altri e hanno svolto ruoli importanti in epoche passate”. Da qui la richiesta al Governo di “promuovere uguaglianza e rispetto, sostenere realisticamente la diversità religiosa ed etnica, che è ricca, e cercare con lealtà di cambiare il linguaggio nei media, nelle moschee e nelle chiese, oltre a migliorare i programmi educativi nelle scuole”.

 

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