Si aprono domani, a Torino, le celebrazioni per i 1.300 anni di fondazione dell’abbazia di Novalesa, uno dei più antichi complessi monastici benedettini d’Italia. L’incontro inaugurale si svolgerà all’Archivio di Stato, dove sono conservati la pergamena con l’atto di fondazione del 30 gennaio 726 e il Chronicon Novalicense, antico documento che tramanda la cronaca del monastero, “uno dei più straordinari documenti cronachistici dell’Italia medievale”, ricordano dall’Archivio di Stato. Le celebrazioni proseguiranno per tutto il 2026 con un programma di appuntamenti liturgici, culturali e musicali. Il 30 gennaio, nell’abbazia, il cardinale Roberto Repole presiederà la celebrazione dei Vespri in memoria dell’atto di fondazione. “Il senso di questa celebrazione – commenta fratel Michael Davide Semeraro, priore dell’abbazia dal 2021 – è fondamentalmente legato alla gratitudine, perché Novalesa è stata un ‘lab-oratorio’ di umanità, un luogo in cui sono avvenute tante cose. Non è solo un monastero monumentale, ma anche un monastero vissuto”. Fratel Semeraro ha ricordato come, nei secoli, Novalesa sia stata luogo di passaggio per monaci, nobili, imperatori e persone semplici. Nata nel regno dei Franchi e incastonata fra le Alpi, l’abbazia è da sempre crocevia di scambi e punto di riferimento culturale e spirituale.