Sei milionari su dieci nei Paesi del G20 ritengono che la presidenza Trump abbia un impatto negativo sulla stabilità economica globale e sulle condizioni di vita delle persone comuni. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Survation per conto di Patriotic Millionaires International, pubblicato in occasione del World Economic Forum di Davos e rilanciato oggi da Oxfam. Secondo la ricerca, il 77% degli intervistati giudica eccessiva l’influenza politica dei super ricchi e il 71% ritiene che la ricchezza estrema possa condizionare in modo significativo i processi elettorali. Il sondaggio accompagna la lettera aperta “Time To Win”, firmata da quasi 400 milionari e miliardari di 24 Paesi e rivolta ai leader mondiali riuniti a Davos, con la richiesta di intervenire contro la concentrazione di ricchezza, a partire da una maggiore tassazione dei grandi patrimoni. Tra i firmatari figurano, tra gli altri, Mark Ruffalo, Brian Cox, Brian Eno e Abigail Disey. “Lo scorso anno l’aumento della ricchezza dei miliardari è stato senza precedenti e oggi ai super‑ricchi viene concesso totale campo libero – ha aggiunto Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International -. È oltre ogni comprensione che l’1% più ricco possieda oggi una quantità di ricchezza privata tre volte superiore a quella pubblica mondiale, un divario insensato. I governi devono invertire questa tendenza suicida e dare priorità al contrasto delle disuguaglianze, inclusa una maggiore tassazione dei grandi patrimoni”. Il sondaggio rileva inoltre che l’82% degli intervistati chiede limiti ai finanziamenti privati alla politica, il 62% considera la ricchezza estrema una minaccia per la democrazia e il 65% è favorevole a un aumento delle tasse sui più ricchi per finanziare servizi pubblici e contrastare il caro vita. Dati Oxfam confermano intanto che l’1% più ricco detiene oggi una ricchezza privata pari a tre volte quella pubblica globale.