Venerdì 23 gennaio l’Università Cattolica di Milano presenta i risultati di un progetto di ricerca triennale dedicato al capitale sociale nelle pratiche di cura. Il convegno, “Capitale sociale e pratiche di cura: soggetti e strategie di intervento”, si aprirà con i saluti del rettore Elena Beccalli e del preside Domenico Simeone, seguiti dall’intervento del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
In Italia sono circa otto milioni le persone che assistono un familiare o un individuo in condizioni di fragilità. A loro è dedicato il progetto Prin 2022, coordinato dall’Università Cattolica con gli atenei di Verona e Campobasso, che propone un cambio di prospettiva: dal “caregiver” al “caregiving”, valorizzando le reti sociali che circondano la persona fragile. La ricerca si inserisce in un contesto in evoluzione, mentre la Legge di bilancio 2026 e un nuovo disegno di legge puntano a definire diritti e tutele per i caregiver familiari. I dati raccolti mostrano un fenomeno diffuso: secondo l’Istat, 2,3 milioni di caregiver assistono persone non autosufficienti per oltre dieci ore a settimana. L’indagine ha coinvolto 1504 cittadini: l’86,8% ha offerto aiuto a qualcuno nell’ultimo anno e quasi un terzo ha sostenuto persone vulnerabili con continuità.
Le interviste hanno permesso di individuare diverse forme di caregiving, da chi opera in solitudine a chi condivide la cura all’interno di reti familiari o informali. Il supporto proviene soprattutto dai parenti stretti, mentre quasi un terzo dei caregiver non ha una figura di riferimento. Secondo i ricercatori, rafforzare il caregiving come processo collettivo può migliorare la qualità della cura e il benessere di tutte le persone coinvolte, grazie a relazioni basate su fiducia, reciprocità e cooperazione.