Ue-Mercosur: il rinvio alla Corte di Giustizia spacca in due la politica italiana ed europea

L’accordo commerciale tra Ue e Paesi dell’America latina divide l’Europa. Oggi il Parlamento europeo ha deciso di chiedere alla Corte di Giustizia Ue di Lussemburgo di valutare se l’accordo Ue-Mercosur sia conforme ai Trattati dell’Unione. L’emiciclo si è spaccato in due: 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni. Esulta la Lega: “Il Parlamento europeo ha rinviato alla Corte di Giustizia l’accordo commerciale con il Mercosur. È una vittoria di chi, come noi, ha sempre detto che questo Trattato non tutela le nostre imprese agricole, la salute dei consumatori, una concorrenza leale. E la Lega è stata coerente con le promesse fatte agli agricoltori. Ora Ursula Von der Leyen sarà costretta a fermarsi”: così si è espresso il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.
Anche il Movimento 5 Stelle si esprime con una nota dei suoi eurodeputati. “Il voto del Parlamento europeo sul ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il Mercosur è una nostra vittoria, degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto”.
Le forse politiche italiane, di maggioranza e di governo, si dividono al loro interno.
Il gruppo dei deputati europei del Partito popolare, cui aderisce Forza Italia, sostiene: “La decisione odierna di deferire l’accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea rischia di creare inutili ritardi in un momento in cui l’Europa ha bisogno di chiarezza e orientamento. Nell’attuale situazione geopolitica turbolenta, l’Europa non può permettersi paralisi o incertezze prolungate”. “Chiediamo pertanto l’applicazione provvisoria, in quanto potrebbe migliorare la prevedibilità e creare opportunità commerciali nella regione sudamericana per le imprese e i cittadini europei”.
In una nota del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo si legge: “Ci rammarichiamo che il Parlamento europeo non possa ora avviare il processo di controllo democratico a causa di queste tattiche dilatorie. Continuiamo a lavorare per rendere realtà l’accordo Ue-Mercosur e diversificare i legami commerciali in tutto il mondo con partner che condividono gli stessi principi”. “Creare il più grande blocco commerciale al mondo è un potente elemento costitutivo di un ordine multilaterale basato su regole e rappresenta una vittoria economica tanto necessaria per i cittadini dei Paesi dell’Ue e del Mercosur”,
Divisi anche i governi. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, dice: ”Rinviando l’accordo Mercosur davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, il Parlamento europeo si è espresso in coerenza con la posizione che abbiamo difeso: la Francia sa dire di ‘no’ quando serve e spesso la storia le dà ragione”. “La lotta continua per proteggere la nostra agricoltura e garantire la nostra sovranità alimentare”.
Completamente diversa la posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz: “La decisione del Parlamento europeo sull’accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell’accordo. Basta con i ritardi. L’accordo deve essere applicato in via provvisoria”.
Balazs Orban, braccio destro del premier ungherese Viktor Orban, interviene così: “Per il Partito popolare europeo, sostenere Ursula von der Leyen è diventato chiaramente più importante che difendere gli interessi delle comunità agricole europee. L’affermazione di Manfred Weber secondo cui rifiutare l’accordo Mercosur renderebbe ‘felici Putin, Xi Jinping e Donald Trump’ non è un argomento, ma una confessione. Una confessione che l’élite odierna di Bruxelles ha ridotto la politica europea a una logica di paura, risentimento e confronto permanente con le principali potenze mondiali. Questo non è pensiero strategico, è autoisolamento geopolitico”.

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