Pace: Lotti e Mascia (Fondazione PerugiAssisi), “l’Italia non può e non deve entrare nel Board of peace di Trump. Minaccia all’Onu e a legalità internazionale”

“L’Italia non può e non deve entrare nel Board of Peace di Trump”. E’ l’appello di Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e Marco Mascia, presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” – Università di Padova. “I responsabili della politica italiana devono agire con determinazione per fermare l’attacco in corso al sistema multilaterale democratico e difendere l’Onu, il diritto e la legalità internazionale”, affermano. Secondo Lotti e Mascia il “Board of Peace” di Trump è “un nuovo atto eversivo diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte. Un nuovo strumento per distruggere tutte le regole e dettare le proprie”. “Entrare nel ‘Board of Peace’ di Trump – sottolineano – costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione, che prevede di agire ‘in condizioni di parità con gli altri Stati’ e sarebbe un atto di pura follia politica. Al contrario, l’Italia e l’Unione europea devono fare quello che non hanno ancora voluto fare: mobilitare tutti i governi disponibili per difendere e rilanciare l’Onu, il diritto e la legalità internazionale”. Il “Board of Peace” di Trump, proseguono, “è una minaccia esistenziale all’Onu che è e resta l’unica autorità legale universale” ed il suo scopo “non è quello di promuovere la pace e la cooperazione internazionale bensì quello di difendere gli interessi del suo presidente, anche con la minaccia e l’uso della forza”.  Non c’è alcun riferimento al diritto umanitario internazionale, al diritto internazionale dei diritti umani e al diritto penale internazionale e la struttura interna è “autocratica, attribuisce il potere assoluto al suo presidente (che si è autonominato), compreso quello di ammettere o espellere i membri”. “La distruzione sistematica in corso dell’architettura internazionale e dei pilastri della convivenza, che dalla fine della seconda guerra mondiale ci hanno consentito di superare molte crisi difficili, è un crimine che deve essere fermato senza ulteriori indugi”, concludono.

 

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