“A salvarci e a convocarci non sono soltanto la morte e la risurrezione di Gesù, ma la sua persona stessa: il Signore che s’incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi”. È il monito del Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI e dedicata ancora una volta alla Dei Verbum. “Per onorare la grandezza dell’incarnazione, non è sufficiente considerare Gesù come il canale di trasmissione di verità intellettuali”, ha spiegato Leone XIV: “Se Gesù ha un corpo reale, la comunicazione della verità di Dio si realizza in quel corpo, col suo modo proprio di percepire e sentire la realtà, col suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo”, ha spiegato Leone XIV: “Gesù stesso ci invita a condividere il suo sguardo sulla realtà: ‘Guardate gli uccelli del cielo – dice –: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?’”. “Seguendo fino in fondo il cammino di Gesù, giungiamo alla certezza che nulla ci potrà separare dall’amore di Dio”, ha concluso il Pontefice: “Grazie a Gesù, il cristiano conosce Dio Padre e si abbandona con fiducia a lui”.