Pace: Macomer, 800 persone in marcia. “Cuore disarmato e ricerca di giustizia sociale”

(Foto diocesi di Alghero-Bosa)

Alla Marcia della pace organizzata ieri a Macomer dalla delegazione regionale della Caritas, in collaborazione con il Csv Sardegna solidale, la diocesi di Alghero-Bosa e il Comune di Macomer, sono arrivate 800 persone da tutta l’isola, che hanno marciato per le vie del centro, con slogan e striscioni. Hanno unito le forze e le voci la Chiesa sarda, le associazioni, la scuola, le autorità regionali e locali per chiedere la pace nel mondo, “una pace disarmata e disarmante”, come sottolineato nel tema dato da Papa Leone XIV alla Giornata mondiale della pace di quest’anno. “È inutile parlare di una pace che disarma se non è disarmata in partenza”, ha affermato mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa, che ha presieduto la marcia. “Talvolta parliamo di pace, vogliamo pace, ma tutto prepara alla conflittualità. C’è una corsa sfrenata ad armarsi pensando che più si è armati e più ci sarà pace e purtroppo è il contrario. La pace si costruisce con un cuore disarmato perché diversamente si costruisce guerra”.
Il delegato regionale di Caritas Sardegna, don Marco Statzu, a sua volta ha affermato: “La marcia è un appuntamento importante che si ripete ogni anno e ci ricorda che c’è ancora tanto bisogno di pace. La pace si costruisce attraverso la ricerca della giustizia sociale anche nel nostro territorio. Siamo invitati a riflettere su questi temi a informarci e a essere attenti al mondo che ci circonda”. Uno a fianco all’altro, vescovi, sacerdoti, religiose, amministratori, volontari, famiglie, giovani, hanno camminato insieme, ascoltato la riflessione e pregato per il mondo ferito da tante guerre. “Grazie a chi ha fatto concretamente un passo di pace per essere qui oggi, dimostrando di credere che la pace sia il presente e il futuro della nostra umanità”, ha detto mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza episcopale sarda. “Credo che questa marcia permetta di comprendere ancora una volta che la Sardegna si schiera da una parte e che i passi della stessa marcia portano in una direzione unica che è quella di sperare che il mondo si converta”.
Per mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba, “il fatto che questa sia la 39ma marcia significa che siamo perseveranti. Non ci stanchiamo di chiedere ciò che è essenziale e importantissimo per l’umanità, soprattutto in questo momento, ovvero il dono della pace.

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