Lotta all’usura: trentennale della Consulta nazionale, con Stato e banche per la prevenzione. Mons. Baturi, “trasformare modelli economici e culturali”

“Non basta ‘fare del bene’ o esercitare la carità: è necessaria una trasformazione dei modelli economici e culturali, perché sono le strutture profonde a dover essere modificate”. Lo ha detto sabato mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, intervenendo al convegno nazionale “Alleanza per la speranza. Le Fondazioni con lo Stato e le Banche per prevenire l’usura”, organizzato in occasione del trentennale della Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” e svoltosi a Bari. L’iniziativa, coordinata dalla portavove Michela Di Trani, ha riunito istituzioni civili, autorità ecclesiali, rappresentanti del mondo bancario e della magistratura in un dialogo intenso sulle nuove sfide della prevenzione dell’usura e dell’azzardo. Ad aprire il convegno il giornalista Toni Mira, che ha portato al centro della sala le storie delle persone incontrate in anni di lavoro sul campo. Subito dopo, il presidente della Consulta nazionale antiusura, Luciano Gualzetti, ha offerto il quadro istituzionale e il senso profondo del trentennale, “un anniversario che non è soltanto memoria, ma responsabilità condivisa. La tavola rotonda ha poi intrecciato prospettive diverse, restituendo un quadro ricco e complesso del fenomeno. Il diacono Paolo Giusto ha riportato alle origini della Consulta, ricordando la forza di un’intuizione che ha saputo trasformarsi in rete nazionale. Antonella Sciarrone Alibrandi, giudice della Corte Costituzionale, ha definito le attività delle Fondazioni un modello esemplare dal punto di vista delle alleanze, sempre più necessarie nel campo della prevenzione ricordando che l’usura è un fenomeno sommerso, che le persone spesso non denunciano, e che proprio per questo è fondamentale intervenire prima che qualcuno scivoli fuori dal circuito legale del credito. Il procuratore capo Roberto Rossi ha affrontato il tema della tutela del credito dal punto di vista penale, soffermandosi anche sulla cartolarizzazione del credito speculativo, un ambito delicato su cui – ha osservato – “manca ancora una vera discussione politica”. Silvio D’Amico, del ministero dell’Economia e delle Finanze, ha offerto uno sguardo sulle prospettive normative future, soffermandosi anch’egli sulla Legge 108/96. A proposito di prevenzione, ha detto che ancora oggi il 2,8% delle famiglie italiane non possiede un conto bancario o postale, una percentuale che sale al 6,2% nel Sud e nelle Isole. Gianfranco Torriero, vicedirettore generale vicario dell’Abi, si è soffermato sul tema del merito creditizio, ricordando che troppo spesso accade che il credito venga concesso a chi non avrebbe diritto e negato invece a chi ne avrebbe reale necessità. Il sociologo Maurizio Fiasco ha ampliato lo sguardo sulle fragilità del Paese, ricordando che circa due milioni di persone si trovano oggi in una condizione di rischio finanziario. Tra gli interventi quello di mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari‑Bitonto, che nel suo intervento su “Sciogliere le catene inique: la misericordia che libera”, ha invitato a leggere l’impegno contro l’usura non solo come un dovere civile, ma come un gesto evangelico: un’opera di liberazione, di prossimità e di speranza concreta. Hanno portato il loro saluto istituzionale Antonella Bellomo, presidente della Fondazione San Nicola e Santi Medici, il prefetto di Bari, Francesco Russo, e Nicola Grasso, assessore a Controlli, legalità, trasparenza e antimafia sociale del Comune di Bari. Le celebrazioni del trentennale sono proseguite ieri con la messa di ringraziamento presieduta da mons. Satriano nella cattedrale di Bari, momento conclusivo di due giornate dedicate alla memoria, alla responsabilità e alla speranza.

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