“In un’epoca in cui la gente è spesso tentata da un senso di disperazione, la nostra missione, come cristiani messaggeri di speranza, è portare la luce del Signore negli angoli più bui del nostro mondo”. È l’invito del Papa, durante il discorso, in inglese, rivolto alla delegazione ecumenica della Finlandia, ricevuta in udienza in occasione della festa di Sant’Enrico. “Anche se il Giubileo della speranza si è concluso con la recente chiusura della Porta Santa della basilica di San Pietro, la nostra speranza cristiana sa di non avere fine né limite”, ha sottolineato Leone XIV: “Rafforzati dalla grazia di Gesù Cristo, che è la vera incarnazione della speranza per tutti, siamo chiamati a testimoniare la vera salvezza con parole e gesti caritatevoli”. A questo proposito, il Papa ha lodato “i molti segni di speranza che si possono trovare tra i cristiani della Finlandia”, definendola “un Paese modello per l’ecumenismo”. “So che i vescovi di Helsinki, in una dichiarazione trilaterale ortodossa-luterana-cattolica, cercano di promuovere una ‘cultura di speranza, dignità e compassione’, e hanno congiuntamente affermato che ‘lo sviluppo delle cure palliative e di fine vita deve proseguire’”, ha affermato il Pontefice, secondo il quale “questi esempi di cooperazione, insieme alla lunga tradizione di celebrare insieme la Giornata di San Enrico, sono segni eloquenti di un ecumenismo pratico e fecondo, e possono servire a incoraggiare la Sesta fase del Dialogo internazionale cattolico-luterano, che comincia il mese prossimo”.