18 persone morte, 20mila evacuate, 250 abitazioni completamente distrutte. È il bilancio provvisorio degli incendi che stanno colpendo il Cile centromeridionale e, in particolare, le regioni di Ñuble y Biobío, rispetto ai quali il presidente della Repubblica ancora in carica, Gabriel Boric, ha decretato lo stato di catastrofe. Caritas Cile, in una nota diffusa ieri e pervenuta al Sir, afferma che “insieme alle diocesi interessate sta valutando la situazione, ricordando l’importanza di tenersi informati e di dare priorità alla salvaguardia della vita. Inoltre, si sta preparando una campagna sotto il motto ‘Solidarietà con le famiglie’ colpite per canalizzare gli aiuti in modo sicuro”.
Caritas Cile “si trova in comunicazione permanente con i comitati locali e lo Stato per valutare l’entità delle perdite. Le squadre delle Pastorali sociali di Chillán e Concepción sono già sul campo per accompagnare le famiglie colpite e valutare i danni e le necessità per una risposta adeguata. Inoltre, la rete Movidos por Chile rimane attenta ai dati ufficiali, che evidenziano l’impatto sulle abitazioni e sui campi”.
Lo scenario continua a essere critico a causa delle condizioni climatiche avverse che rendono difficile il controllo del fuoco. “A Concepción – riferisce sempre la Caritas –, il vicariato della Pastorale sociale valuta i settori di Lirquén e Penco. A Chillán, viene fornito supporto alle famiglie in zone di preoccupazione come Pinto e Coihueco, mentre a Quillón, precisamente a Peñablanca e Santa Ana, persiste l’allerta massima per la vicinanza delle fiamme”. Infine, l’invito “a unirsi a una campagna per sostenere coloro che sono stati colpiti”.