“La combinazione di madre anziana, figlia adulta con autismo e recente lutto configura una situazione ad alto rischio di collasso emotivo”. Non si tratta di “un gesto improvviso, ma della saturazione progressiva di un carico psicologico insostenibile”. In questa intervista al Sir lo psicologo Marco Piccolo commenta “a caldo” la tragedia avvenuta a Corleone: Lucia Pecoraro, 78 anni, ha ucciso la figlia Giuseppina Milone, 47 anni, affetta da autismo, strangolandola con una corda con cui si è poi tolta la vita. Otto mesi fa la donna aveva perso il marito, ritrovandosi sola a gestire la figlia. Un dramma che, secondo lo psicologo, non è un episodio isolato ma l’esito di un accumulo di sofferenza, solitudine e burnout. La vedovanza ha aggravato il peso del caregiving, portando la donna a confrontarsi con la propria mortalità e con il tema del “dopo di noi”. Piccolo sottolinea come il carico dei caregiver familiari sia enorme, paragonabile a quello dei professionisti, ma senza formazione né strumenti. “Idealizzare i genitori come eroi è fuorviante: nessuna mamma e nessun papà dovrebbero essere lasciati soli in compiti così pesanti e prolungati”. Da qui l’appello a un riconoscimento concreto e a una risposta sistemica: potenziare servizi sociali e sanitari, rafforzare la rete territoriale, creare gruppi di sostegno e comunità di aiuto reciproco. Solo così si può prevenire l’isolamento e alleggerire il carico emotivo e pratico dei caregiver, evitando che la disperazione si trasformi in tragedia.