Intelligenza artificiale: Aie, il 39% degli autori è curioso ma il 26% mostra resistenze e paure

(Foto Più Libri Più Liberi)

Gli editori registrano atteggiamenti polarizzati tra autori e curatori rispetto all’intelligenza artificiale: il 39,2% rileva curiosità, ma il 25,8% segnala resistenze e paure. Lo rivela la prima ricerca sistematica realizzata in Italia sull’uso di strumenti di intelligenza artificiale nelle case editrici, presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione italiana editori (Aie) dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur. L’indagine, condotta su 97 editori per un totale di 184 marchi editoriali, evidenzia che il 60,3% delle case editrici utilizza funzionalità di Ia già integrate in software come Google Workspace o Microsoft 365 Copilot, mentre il 53,4% ricorre a licenze aperte gratuite di strumenti come ChatGpt o Google Gemini. Tra le attività extra-redazionali, l’Ia trova particolare applicazione nell’editoria scolastica: il 50% degli editori scolastici la utilizza per lo sviluppo di software educativi interattivi, mentre il 33% degli editori professionali la impiega per servizi e software su banche dati. Solo l’8,2% degli autori e curatori mostra indifferenza verso l’Ia, mentre il 17,5% degli editori dichiara di non avere una percezione definita dell’atteggiamento dei propri collaboratori.

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