Intelligenza artificiale: Aie, 3 editori su 4 utilizzano strumenti di Ia nei flussi di lavoro

(Foto Più Libri Più Liberi)

Tre editori su quattro, il 75,3%, dichiarano di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale. Tra i grandi editori, oltre i 5 milioni di euro di vendite annue, la percentuale è del 96,2%. È quanto emerge dalla prima ricerca sistematica realizzata in Italia sull’uso di strumenti di intelligenza artificiale nelle case editrici, presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione italiana editori (Aie) dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur. “Il gap a sfavore degli editori più piccoli ci conferma che sono necessarie politiche industriali pubbliche che permettano a tutti di cogliere le opportunità delle nuove tecnologie, anche a chi ha risorse economiche limitate”, ha commentato Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Aie. Tra gli editori che utilizzano strumenti di Ia, il 67,1% cita tra gli utilizzi la realizzazione di materiali per ufficio stampa e comunicazione, il 67,1% la redazione di paratesti e metadati, il 50,7% la realizzazione di copertine e illustrazioni. Sul versante delle criticità, il 63,9% del campione cita la tematica della revisione dei contratti, il 58,8% indica la violazione del copyright da parte delle aziende che gestiscono i Large language models (Llm). Più di un editore su quattro, il 27,7%, è stato contattato per dare in licenza i contenuti alle aziende che sviluppano Llm, ma solo il 3,7% ha concluso contratti.

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