Mao Valpiana, storico leader del movimento non violento, nelle scuole pone sempre la stessa domanda: “Ma voi ci andreste, a combattere?”. Una provocazione che accende il dibattito tra gli studenti. Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ricorda come la stessa domanda sia stata inserita nel questionario “Guerra e conflitti”, rivolto agli adolescenti per comprendere i loro vissuti. I primi dati, su circa quattromila risposte, mostrano che il 68% non si arruolerebbe. Terragni respinge con forza l’interpretazione del Fatto Quotidiano, che ha parlato di domande “patriottiche” e di un sondaggio funzionale a un ritorno della leva obbligatoria. “L’Autorità è indipendente – sottolinea – e il questionario è stato elaborato a settembre, ben prima che la leva tornasse d’attualità”. Le 32 domande mirano a indagare come gli scenari di guerra e la conflittualità sociale influenzino la percezione dei giovani, in linea con la Convenzione Onu che invita a promuovere una cultura di pace. Terragni ricorda anche la presa di posizione contro la mostra “Villaggio dell’esercito” a Palermo, dove bambini sono stati coinvolti nell’uso di armamenti. Il questionario è stato costruito con la Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi e con il professor Diego Miscioscia, da sempre impegnato nella costruzione della pace. “La sola cosa violenta è la tesi di Travaglio”, osserva Terragni, denunciando il falso ideologico che ha colpito il lavoro dell’Autorità. Madre e figlia di una famiglia segnata dai bombardamenti di Gorla del 1944, Terragni ribadisce: “Per i nostri figli, e per tutti, ci auguriamo solo la pace”.