Parlamento Ue: Strik, “l’Europa non può permettere che la deriva autocratica dell’Ungheria prosegua”

Il Parlamento europeo ha adottato in plenaria il secondo rapporto intermedio sull’erosione dello stato di diritto in Ungheria e sulle continue violazioni dei valori dell’Ue. Ampio sostegno al testo con 415 voti favorevoli, 193 contrari e 28 astensioni. Esaminando la situazione nel Paese, i deputati denunciano la revisione da parte della Corte suprema ungherese delle sentenze della Corte di giustizia dell’Ue prima della loro applicazione (in violazione della prassi), le minacce all’indipendenza giudiziaria e il rifiuto sistematico di attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Evidenziano inoltre il “legame tra corruzione e integrità elettorale, incluse reti clientelari”, e gli “ostacoli persistenti affrontati dall’organo ungherese anticorruzione, mettendo potenzialmente a rischio l’intera dotazione dei fondi Ue destinati all’Ungheria”. Altre criticità includono l’indebolimento sistematico del Consiglio giudiziario nazionale, la mancata tutela dei diritti dei cittadini, le minacce alla libertà accademica, pratiche commerciali motivate politicamente, l’assegnazione di pubblicità statale ai media filogovernativi e il divieto de facto delle marce del Pride.
I deputati esprimono “preoccupazione per il crescente uso di contenuti politici generati dall’intelligenza artificiale e non etichettati in Ungheria in vista delle elezioni del 2026, in particolare per la diffusione intenzionale di video deepfake su canali social strettamente legati al partito e alla campagna del primo ministro, e per la loro diffusione coordinata”. Il Parlamento rileva che la situazione ungherese è ulteriormente peggiorata, anche a causa dei mancati progressi del Consiglio nella tutela dello stato di diritto, e ribadisce la trasformazione del Paese in un “regime ibrido di autocrazia elettorale”, chiedendo nuovamente l’avvio dell’azione diretta ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2, del Trattato sull’Unione europea.
La relatrice Tineke Strik (eurodeputata olandese) ha dichiarato: “La mancanza di un’azione decisiva da parte di Commissione e Consiglio ha permesso un’erosione continua della democrazia e dello stato di diritto. L’Ue non può permettere che la deriva autocratica dell’Ungheria prosegua. Ogni ulteriore ritardo da parte del Consiglio violerebbe i valori stessi che afferma di difendere”.

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