“L’amicizia consiste in una certa uguaglianza”. Nella Nota dottrinale “Una caro” del Dicastero per la Dottrina della Fede, l’antropologia della monogamia è presentata come fondamento di un rapporto equilibrato tra uomo e donna. Il testo richiama il pensiero di san Tommaso d’Aquino, secondo il quale la relazione sponsale è una “società dell’uomo e della donna” e assume la forma di un “vincolo sociale (socialis coniunctio)” radicato in una “equità naturale”. La Nota avverte che, senza questa reciprocità, la relazione rischierebbe di trasformarsi in “una schiavitù da parte della donna”. Per questo il documento osserva che “se la moglie quindi avesse un unico marito, però il marito avesse più mogli, l’amicizia non sarebbe uguale da entrambe le parti”. Viene inoltre richiamato l’insegnamento di Leone XIII, che denuncia la condizione della moglie “abbassata a tanta viltà” quando è trattata come oggetto o possesso. In questa prospettiva la monogamia appare come “una società tra uguali”, fondata su “un amore grandissimo, una fede costante, un sollecito e continuo aiuto”.