Giornata per la vita: Perugia, le iniziative in programma. Card. Bassetti, “la vita va accolta, amata e rispettata dall’inizio alla fine”

“A me basta guardare un bambino, una bambina per dire che sono un inno alla vita. E un inno alla vita è un inno alla speranza. Se c’è una creatura in mezzo a noi, vuol dire che Dio ci vuole ancora bene, vuol dire che non abbandona l’umanità”. Lo sottolinea il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, in una nota diffusa dalla diocesi in occasione della 42ª Giornata nazionale per la vita, dal titolo “Aprite le porte alla vita”, che la Chiesa celebra domenica 2 febbraio. Per l’occasione, nella diocesi perugino-pievese, sono in programma diverse iniziative: la prima, in calendario giovedì 30 gennaio, alle 21, nella concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio di Città della Pieve. Si tratta di un incontro di preghiera e di riflessione con l’adorazione eucaristica e la testimonianza di Sara e Francesco Catarinelli, “genitori di una bambina nata con una gravissima malformazione, ma ugualmente da loro amata e soprattutto accolta”, spiegano Maria Rita e Gianluca Carloni, direttori dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare. La preparazione alla Giornata per la vita proseguirà venerdì 31 gennaio, alle 21, nella chiesa dell’Ospedale perugino “Santa Maria della Misericordia”, dove si terrà l’adorazione eucaristica animata dal Rinnovamento dello Spirito. Infine, domenica 2 febbraio, alle 11.30, nella chiesa dei Ss. Severo ed Agata in San Mariano di Corciano, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, a cui seguirà una testimonianza del Movimento per la Vita. Il card. Bassetti, nel commentare il titolo della prossima Giornata per la vita, si interroga su cosa è “la paura di vivere”, che spesso “si concretizza anche in paura economica a causa della mancanza di lavoro in una famiglia”. “Purtroppo oggi i nostri giovani, in Umbria e in Italia, sono quattro volte più disoccupati dei loro coetanei di altri Paesi europei”. A questa paura, sottolinea il cardinale, “bisogna avere il coraggio di reagire, di affidarsi di più alla provvidenza, perché se la nostra vita è soltanto ripiegata su se stessa, sui nostri quattro conti, ma non diventa un inno alla vita, è un problema”. “Occorre avere coraggio, perché la vita va accolta, amata e rispettata dall’inizio alla fine. La vita è un dono che ci viene fatto e noi dovremmo riconsegnarla un giorno a Chi ce l’ha donata”.

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