Terremoto in Venezuela: Acs a fianco della Chiesa locale. Mons. Castillo (Caracas), “gravi danni strutturali”

I terremoti che hanno colpito il Venezuela nel pomeriggio di ieri hanno provocato vittime, numerosi feriti e gravi danni, coinvolgendo anche chiese, case parrocchiali e strutture ecclesiali. Nonostante le criticità, molte parrocchie hanno aperto le porte per accogliere le famiglie rimaste senza casa. A descrivere ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) la situazione è l’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo: “Sono appena rientrato da un giro in diverse parrocchie. Molte di esse presentano gravi danni strutturali”. Tra gli edifici colpiti figurano la cattedrale della capitale e circa una dozzina di parrocchie. “A Ñauralí è crollato il tetto della navata destra. La chiesa e la casa parrocchiale di Pagüita sono crollate. Il parroco si è salvato miracolosamente”, ha aggiunto. Danni ingenti anche nella diocesi di La Guaira. Il vescovo mons. Pablo Modesto González Pérez riferisce che il seminario diocesano “ha riportato gravi danni”: “Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti. Nel seminario sono crollati molti muri. Ora ci troviamo nel parcheggio dello stadio sportivo, in attesa che i vigili del fuoco valutino l’edificio”. Nella zona di Ciudad Chávez, dove vivono circa 20mila persone, “la maggior parte dei blocchi abitativi ha subito gravi danni”. Non risultano vittime tra sacerdoti, religiosi e seminaristi, ma l’arcivescovo di Caracas conferma che vi sono stati morti tra la popolazione civile a causa dei crolli. “Grazie a Dio era un giorno festivo. Se fosse stato un giorno lavorativo, con scuole, uffici e negozi aperti, il numero delle vittime sarebbe stato molto più alto”, osserva mons. Biord. Intanto la Chiesa locale ha già attivato la risposta all’emergenza. “Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali”, spiega l’arcivescovo, annunciando verifiche sugli edifici per valutarne l’agibilità. Acs segue da vicino la situazione e assicura sostegno. “Il Venezuela è da molti anni un Paese prioritario per la nostra fondazione. La priorità ora sono le persone”, afferma Marco Mencaglia, direttore dei progetti di Acs Internazionale. “Non conosciamo ancora l’intera portata dei danni – aggiunge – ma, man mano che le comunicazioni saranno ripristinate, potremo comprendere meglio le necessità. Da parte di Acs, ci impegniamo a continuare ad accompagnare la Chiesa con il nostro aiuto e le nostre preghiere”.

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